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Migrare da Content API alla Merchant API di Google (entro agosto 2026)
Google sta spegnendo la Content API for Shopping e la sostituisce con la nuova Merchant API. Non è un aggiornamento opzionale: chi invia i prodotti a Google Merchant Center in modo programmatico deve migrare, altrimenti i prodotti smettono di aggiornarsi e spariscono dai risultati di Shopping. Questa guida spiega cosa cambia e come pianificare la migrazione senza interruzioni.
Le scadenze da segnare subito
Due date contano davvero. La versione v1beta della Merchant API è stata dismessa il 28 febbraio 2026; la vecchia Content API for Shopping viene spenta definitivamente il 18 agosto 2026, senza periodo di transizione successivo. Dopo quella data, le integrazioni non migrate semplicemente non funzionano più.
Cosa cambia: da monolite a sotto-API modulari
La Merchant API è una riprogettazione della Content API: invece di un'unica interfaccia monolitica, espone sotto-API specializzate, ciascuna con il proprio ciclo di vita. Questo rende il codice più chiaro ma richiede di rimappare le chiamate esistenti.
| Sotto-API | A cosa serve |
|---|---|
| Products | Inserimento e gestione dei dati di prodotto |
| Inventories | Disponibilità e prezzi locali, regionali e supplementari |
| Accounts | Configurazione account, utenti e impostazioni |
| Datasources | Gestione di più sorgenti dati per account |
| Reports | Reportistica e diagnostica avanzata |
Le differenze tecniche che impattano il codice
- Niente
customBatch: il metodo batch della Content API non esiste più. Le operazioni multiple si inviano insieme o si eseguono in modo asincrono. - Concetto di datasource esplicito: i prodotti caricati via API vivono in una sorgente dati dedicata, separata dai feed a file.
- Autenticazione OAuth 2.0 / service account come prima, ma con i nuovi scope della Merchant API.
- Librerie client aggiornate: Google consiglia di adottarle per accelerare la migrazione ed evitare di gestire a mano gli endpoint REST.
Come pianificare la migrazione, passo per passo
- inventaria le chiamate Content API attuali (prodotti, inventario, account) e mappale sulle sotto-API corrispondenti;
- introduci la gestione delle datasource per i prodotti caricati via API;
- sostituisci i
customBatchcon invii multipli o flussi asincroni; - esegui in parallelo (dual-write) finché non hai validato i risultati su Merchant Center;
- taglia la Content API ben prima del 18 agosto 2026, non all'ultimo.
L'impatto sull'architettura del feed
La migrazione è l'occasione giusta per pulire la pipeline. Se generi i prodotti da ERP o PIM, conviene mantenere un punto unico che produce il modello canonico e poi pubblica verso la Merchant API: lo stesso principio descritto nell'architettura di un feed prodotto multicanale. Per la pipeline schedulata da ERP a Merchant Center resta valido quanto visto nella guida su come sincronizzare il feed verso Google Merchant Center, e la qualità dei dati continua a dipendere da come ottimizzi gli attributi del feed.
Mappatura concreta delle chiamate
Il lavoro iniziale non è scrivere codice nuovo, ma costruire una tabella di equivalenza tra chiamate legacy e nuova responsabilità. In un audit tipico parto così:
| Content API | Merchant API | Nota operativa |
|---|---|---|
products.insert | Products sub-API | richiede datasource coerente con il canale di caricamento |
products.custombatch | invii multipli + coda | non replicare il batch sincrono: gestisci retry per singolo item |
inventory.set | Inventories sub-API | separa prezzo/availability dal dato prodotto stabile |
accounts.* | Accounts sub-API | verifica permessi e scope OAuth prima del cutover |
Runbook di dual-write
- crea datasource Merchant API in ambiente controllato e salva l'id nel config store;
- scrivi su Content API e Merchant API per un sottoinsieme di SKU a basso rischio;
- confronta stato, disapprovazioni e tempi di propagazione in Merchant Center;
- abilita il dual-write per una categoria intera, mantenendo un flag di rollback;
- quando gli errori sono stabili, spegni Content API e lascia solo il monitoraggio Merchant API.
{
"sku": "ERP-12345",
"legacyContentApiStatus": "accepted",
"merchantApiStatus": "accepted",
"datasourceId": "accounts/123/dataSources/456",
"lastComparedAt": "2026-06-21T08:30:00Z"
}
Errori comuni
- rimandare la migrazione fino a ridosso della scadenza, senza margine per i test;
- riprodurre
customBatchuno-a-uno invece di ripensare il flusso in chiave asincrona; - dimenticare di rimappare gli scope OAuth e i permessi account;
- migrare il codice ma non monitorare le disapprovazioni dopo lo switch.
Conclusione
La Merchant API non è solo un rename: è un modello modulare che, una volta adottato, rende l'integrazione con Google più pulita e manutenibile. Il rischio vero è la scadenza: pianifica ora, esegui in dual-write e taglia la Content API con anticipo. Riferimenti utili: la panoramica della Merchant API e la guida ufficiale alla migrazione.